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sabato 10 maggio 2008

Torino, ecco la protesta


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Fonte: ANSA


TORINO - Una bandiera della Palestina di quattro metri per quindici apre il corteo che si è mosso dal centro di Torino per di "no" alla scelta della Fiera del Libro di dedicare a Israele l'edizione di quest'annoLa testa del corteo è arrivata nella zona off limits, in prossimità del Lingotto dove è in corso la Fiera del Libro. In assetto di massima vigilanza ci sono centinaia tra poliziotti, carabinieri e guardia di finanza disposti su quattro file per impedire che il corteo sfondi la cosiddetta "zona rossa" nel tentativo di entrare al Lingotto. Al momento, però, i manifestanti si limitano a gridare "assassini" alle forze dell'ordine. Gli slogan inneggiano all'Intifada, alla Palestina libera e rimproverano a Bertinotti di essere "peggio dell'antrace". Su adesivi che attaccano sulle serrande abbassate dei negozi e sui pali del semaforo si legge:"Ferma il sionismo, boicotta Israele", "Boicotta Israele, boicotta la fiera del libro 2008". Tra le scritte anche l'immagine di una bandiera d'Israele a cui è affiancato il segno uguale e la svastica.CORTEO; NEGOZIANTI ABBASSANO SERRANDE ESERCIZI - Nonostante la manifestazione pro Palestina si stia svolgendo finora nella massima tranquillità, il clima di tensione di questi giorni ha indotto la stragrande maggioranza dei negozianti che hanno le loro attività lungo il percorso del corteo, ad abbassare le serrande. Si tratta di una zona molto commerciale. Due negozianti in via Genova, nell'area più vicina al Lingotto, hanno affisso sulla saracinesca un biglietto di spiegazione. Sul bar Messico "l'attività rimane chiusa per motivi di ordine pubblico". Poco più avanti un altro negozio chiede scusa ai clienti: "siamo costretti a chiudere - si legge - per motivi di sicurezza". Nell'approssimarsi della "zona rossa" tutte le vie laterali sono transennate a un centinaio di metri dal complesso del Lingotto, dove è i corso la Fiera del Libro. Decine i poliziotti e i carabinieri che presidiano.ARABO-PALESTINESI, NON CELEBRARE ISRAELE - "Si vuole celebrare uno Stato che occupa al posto di punirlo". Shokri Hroub dell'Unione democratica arabo-palestinese di Milano è arrabbiato per la presenza di Israele come ospite d'onore alla Fiera del Libro di Torino. "Siamo qui per denunciare - ha precisato - la legittimità della lotta della Palestina e, nello stesso tempo, chi legittima l'occupazione dello stato di Israele". Hroub ha poi sottolineato che "chi vuole veramente la pace dovrebbe dare diritti e dignità al popolo palestinese". "Ed invece - ha aggiunto - questo non è avvenuto. Se Israele viene invitato alla Fiera del Libro per una normalizzazione morale questa è una operazione molto pericolosa. Chi ha promosso questa iniziativa non è per la pace ma è schierato a fianco di chi occupa". Il rappresentante dell'Unione democratica arabo-palestinese é a capo della bandiera del suo paese che precede i manifestanti. Il corteo si sta svolgendo in modo regolare tra slogan a favore della Palestina e accensione di fumogeni per rendere più "colorata" la manifestazione.DISSIDENTI EBREI ALLA MANIFESTAZIONE - Quella della Fiera del Libro "non é un'operazione culturale, ma politica": così Giorgio Forti, professore emerito di Scienza all'Università di Milano, ha commentato l'iniziativa di avere Israele come ospite d'onore alla kermesse torinese. Forti oggi ha manifestato assieme a una decina di ebrei dissidenti con lo striscione bianco con la scritta in rosso: "Jews against occupation". "Sono favorevole alla cultura dei libri - ha aggiunto Forti - ma non dovevano invitare alcuni israeliani favorevoli al governo scordandone altri. Soprattutto dovevano invitare anche gli scrittori palestinesi. Ce ne sono tanti e bravi".


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