ResiChannel, web tv ufficiale de La Resistenza

sabato 8 marzo 2008

Festa delle TONNE


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Ma quali Tonne?!


Sono Donne, ovviamente.


La mia era una boutade!


Ho da dire cose importanti.


Ho da dire a tutte le donne che siete la cosa più bella che il Creato abbia Creato.


Siete la cosa che più ci manca quando non c'è, il sorriso della sera, il conforto del mattino, la forza del pomeriggio, l'ispirazione della notte.


Donne, siete belle, cattive, intriganti, sexy, semplici, bugiarde.Si dice "le donne, beato chi le capisce".


Ecco io ho capito.


Ho capito che da capire non c'è nulla perché la donna è unica, inafferrabile, è la summa e insieme l'esplicazione del tutto.


E tutto insieme. Tutto in una volta.


La donna è amore, odio, tradimento, bellezza, pigrizia.


La donna è trionfo, champagne sensualità e divertimento.Senza le donne il mondo non avrebbe senso.


Donne siete tutto, vi amo. Tutte, chiunque voi siate.Si parla di "quote rosa", ma la cosa non ha senso.


Voi non meritate quote, ma tutto. Se il mondo fosse davvero in mano vostra , tutto funzionerebbe meglio.


Enrico Cervellera

Dedicato alla mia Catiuscia

giovedì 6 marzo 2008

Quando una canzone "non è conforme"?


Stamattina sono stato in una radio. Ho chiesto di valutare un nostro inserimento nel palinsesto dell'emittente, giusto per presentare "Non dimentiCarlo". M'è stato risposto: vedremo, dobbiamo ascolare il pezzo per capire se "è conforme". Ma io mi chiedo: conforme rispetto a cosa? Rispetto all'indirizzo della radio? E, soprattutto, che indirizzo ha la radio? Probabilmente l'Inquisizione è ancora attiva e non me n'ero reso conto. Resto e restiamo in attesa, amici. Per oggi non dico altro, ma state pur certi che son pronto a rivelare nomenclatura e protagonisti. Bisogna capire veramente come stanno le cose. E' tempo di resistere per davvero. E io, amici cari, sono pronto.


Dì la tua e ripondi al sondaggio che trovi accanto!


Resistentemente,

Enrico Cervellera

mercoledì 5 marzo 2008

Veltroni ai Radicali: "Accontentatevi"


Messaggio pubblicitario: visita www.laresistenza.it, sito ufficiale de LA RESISTENZA, band elettrofolk di Enrico Cervellera ed Angelo Milone. Scarica "Non dimentiCarlo" il brano sui fatti del G8.


Fonte: repubblica.it


Almeno 130 le donne elette (il 42%) e una cinquantina gli under 40

Rientrano Ceccanti (Piemonte) e Lucidi (Lazio) in posizioni però difficili


di CLAUDIA FUSANI
Veltroni ai Radicali: "Accontentatevi"Chiuse le liste: "Una rivoluzione"'


Marco Pannella, leader storico dei Radicali, e Emma BoninoROMA - Veltroni archivia il caso-liste. Pannella comincia la sciopero della sete. Franceschini difende "la più grande operazione di rinnovamento" e nega ogni tipo di favoritismo alla squadra di parenti, figli, mogli, segretari e portavoce inseriti tra i candidati sicuri. Qualcuno riesce ad entrare all'ultimo tuffo al posto di offese rinunce, vedi Marcella Lucidi al posto di Paolo Gambescia e Stefano Ceccanti al posto di Pietro Larizza ex segretario della Uil e poi del Cnel. Si dovrebbe chiudere così, tra malumori e rivendicazioni più o meno fisiologiche, la fase della costruzione delle liste del Pd che con l'attuale legge elettorale è un po' come fotografare i parlamentari della prossima legislatura. Veltroni, tappa a Massa-Carrara nel suo Giro per l'Italia, può dedicarsi anima e corpo sulla campagna elettorale e intervenire, ad esempio, su Alitalia per dire che "Berlusconi usa parole affrettate". Nel pomeriggio però scoppia anche un caso-Parisi. O caso-Calearo. "Il Pd deve prendere in fretta una posizione netta sulla santificazione di Mastella da parte di Massimo Calearo" dice il ministro ulivista. Altrimenti? "Valuterò il da farsi, un provvedimento deve essere preso". Che non riguarda però la sua candidatura. Anche La Sinistra-L'Arcobaleno chiude le sue liste con la metà circa dei parlamentari uscenti. Domani sera è prevista la riunione finale a palazzo Grazioli con Berlusconi per lo squadrone del Pdl.


Veltroni stoppa i radicali. Prima di parlare ha ripreso le liste in mano, ha visto, controllato, si è fatto spiegare. Poi Veltroni, ieri molto cauto sulla protesta dei Radicali anche perchè il segretario non ha preso parte fisicamente al tavolo delle liste, ha detto basta. Con tono dialogante ma parole pesanti: "Essere candidati non è come prenotare il posto al teatro e poi farcisi portare" e il Parlamento "non è un tram per cui si prenotano i posti". E a Pannella che invece ha cominciato lo sciopero della sete ("l'accordo era per 9 radicali eletti e quindi in posti sicuri") dice di mettere da parte le rivendicazioni "per vivere insieme la bellezza di una sfida politica con lo stesso entusiasmo". Lo sciopero della sete "è meglio farlo per grandi battaglie civili, come quella contro la pena di morte. Non per un motivo come questo". Sintetizza Rosi Bindi, anche lei non soddisfatta per come è stato posizionato il suo pupillo Giovanni Bachelet: "I radicali si accontentino: nessuno è contento al 100 per cento". A ben vedere è questa la verità più vera. La più grande operazione di rinnovamento. Se si esce dalle questioni individuali e ci si lancia nella campagna elettorale per combattere e conquistare il cuore di quel venti per cento di indecisi, quella delle liste "è la più grande operazione di rinnovamento della politica italiana". Lo dice il numero 2 del partito Dario Franceschini che oggi ha presentato le liste. E lo dimostra con i numeri: su 330 parlamentari uscenti "134 non sono stati candidati"; contro 52 donne uscenti, ne entreranno "130 elette"; il Pd avrà il 42 per cento dei parlamentari in quota femminile. Non basta: gli under 40 in lista sono 190, cioè il 30 per cento e "saranno tra i 40 e i 60 gli under 40 eletti". Ripescati con fatica. Se ai radicali è stato detto "è così e non vi potete lamentare", una chance in zona cesarini è stata concessa ai cristiano-sociali Stefano Ceccanti e Marcella Lucidi, ghost writer e tecnico delle riforme il primo; sottosegretario all'immigrazione la seconda. Entrambi sono stati casi eclatanti anche se per motivi diversi. Ceccanti non si capiva come fosse rimasto fuori visto che ha scritto e motivato, insieme con Sebastiano Vassallo che infatti è candidato in posizione sicura, tutti i progetti di riforma elettorale e costituzionale del Pd dal 2006 in poi. Lucidi è donna, sottosegretario e ha lavorato bene su immigrazione. Tra ieri sera e stamani sono entrambi rientrati ma in posizioni quasi impossibili. Se la dovranno cioè giocare sul campo, e sul territorio, con campagne elettorali e simili. Ceccanti è finito al settimo posto in Piemonte-Senato. Veltroni lo ha cercato ieri sera tardi e gli ha chiesto se "se la sentiva di giocarsela". Il professore di diritto costituzionale a Roma 3 ha detto sì: fuori Larizza, dentro lui. Lucidi entra al posto di Paolo Gambescia, ex direttore del Messaggero e de L'Unità, al 20° posto in Lazio 1 (Camera). "Veltroni - racconta amareggiato il direttore - che mi ha chiamato nel 2006, questa volta non si è fatto trovare. Numero 20 in Lazio è un posto impossibile e ho rinunciato". Lumia e gli altri "scomparsi" eccellenti. In effetti a vedere le liste con calma e pazienza sorprende una sorta di vertigine. Fuori due totem della sinistra e soprattutto due tecnici come Massimo Brutti e Guido Calvi. Fuori anche Beppe Caldarola e Giuseppe Lumia. "Per lui troveremo un modo per valorizzare la sua esperienza", spiegano al loft. Che poi sono dieci anni di antimafia e un paio di piani segreti delle cosche che lo volevano far fuori. Centotrentaquattro non ricandidati su 330 uscenti: una rivoluzione, mai vista, per davvero.

Alle 16 in diretta!


Alle 16 in diretta! Ci vediamo tra poco! Accendi la tv che trovi qui sopra o clicca qui:

martedì 4 marzo 2008

LA RESISTENZA a Erchie


Sul concerto di Erchie dello scorso sabato (01.03.2008) mi piace rilasciare questa dichiarazione:


Sabato scorso io ed Angelo abbiamo suonato ad Erchie, per la prima volta. Con noi c'erano gli amici dei Krop Circles, le Risonanze Folk, i Missiva, i Lenula, gli Skalento. Grande atmosfera sin dal pomeriggio, durante le prove. Per noi lo spettacolo ha significato tanto, abbiamo visto tanta bella gente che applaudiva le canzoni, nostre e altrui, e aveva voglia di muoversi, di stare insieme, di dimenticare lo stress quotidiano. È stato un gran successo, un "ottimo riscontro di pubblico", come si dice in queste occasioni. L'emozione più grande, però, è esplosa quando abbiamo eseguito, per la prima volta in assoluto, "Non dimentiCarlo", il brano che "legge - come ha scritto la Gazzetta del Mezzogiorno - i fatti del G8 di Genova". Dopo averla provata e riprovata, arrangiata e infine registrata, eravamo curiosi (e timorisi) di scoprire se la canzone avesse funzionato anche dal vivo. Sembra di sì.

Enrico Cervellera


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Molfetta, morti in cinque


Messaggio pubblicitario: visita www.laresistenza.it, sito ufficiale de LA RESISTENZA, band elettrofolk di Enrico Cervellera ed Angelo Milone. Scarica "Non dimentiCarlo" il brano sui fatti del G8.


Fonte: Ansa


BARI - Il presidente del Consiglio, Romano Prodi, sarà oggi a Molfetta per testimoniare la solidarietà del governo per le cinque vittime del lavoro di ieri alla Truck Center. Prodi sarà alle 16 in municipio, dove dovrebbe incontrare i parenti delle cinque vittime. Stamattina e' morto anche Michele Tasca, un ragazzo di 20 anni anche lui dipendente della Truck Center, ricoverato in rianimazione nell'ospedale di Molfetta. Le sue condizioni, che in un primo momento sembravano non disperate, si sono però aggravate. All'alba il tragico epilogo. A provocare il decesso le lesioni ai polmoni provocate dall'ingestione di gas da zolfo. Il contenuto della cisterna era classificato come 'altamente tossico'. L'autocisterna che si stava lavando aveva trasportato zolfo in polvere ed era gestita da 'Cargo Chemical', controllata di Trenitalia Logistica spa. Cargo Chemical è la società specializzata nella logistica integrata per l'industria chimica e petrolchimica.Le cinque persone vittime dell'incidente sul lavoro di ieri sono il titolare di un'azienda di Molfetta e quattro dei suoi dipendenti. Forse per un evento imprevedibile, forse per incuria, di certo per la loro generosità. Sono morti infatti uno dopo l'altro nel tentativo di salvare i loro compagni. Una morte eroica, dice qualcuno, e un episodio che allunga la tragica lista delle vittime sul lavoro in Italia. Teatro della vicenda la Truck Center, una media azienda nella zona industriale di Molfetta che si occupa di autolavaggio e soprattutto del lavaggio di cisterne. Sono da poco passate le 15.00. Nell'azienda si sta lavando la cisterna di un camion con forti getti di acido solforico. Un lavoro fatto tante volte. Terminata l'operazione un operaio, Guglielmo Mangano, di 44 anni, apre lo sportello superiore. Non si sa se scende per completare l'opera o se resta alla sommità. Di certo è investito da esalazioni di zolfo. Perde conoscenza e si accascia alla base della cisterna. I suoi compagni si accorgono di quanto sta accadendo. Uno dopo l'altro scendono prima Luigi Farinola, 37 anni, poi Biagio Sciancalepore, di 22, ma nessuno risale. La consapevolezza della tragedia si diffonde in un attimo. E' lì anche il titolare dell'azienda, Vincenzo Altomare, di 64 anni. Non ci pensa due volte: si cala anche lui, ma anche lui non tornerà più su. Tutti asfissiati dallo zolfo. Si è concluso il sopralluogo dei tecnici dei vigili del fuoco e del Nucleo tutela ambiente dei carabinieri. Al termine del sopralluogo il magistrato inquirente, Giuseppe Maralfa, è salito su una scala fino alla sommità della cisterna verificando lo stato del luogo in cui è avvenuta la tragedia.


INDAGINI PER OMICIDIO COLPOSO PLURIMO
E' omicidio colposo plurimo il reato per il quale indaga la procura della Repubblica presso il tribunale di Trani per l'incidente. Il pm inquirente, Giuseppe Maralfa, indaga nei confronti di persone da identificare. Il magistrato ha disposto l'autopsia per accertare che cosa abbia provocato la morte dei cinque uomini, verificare che cosa abbiano inalato e se siano state rispettate le norme di sicurezza.


SINDACATI PUGLIA, SCIOPERO GENERALE 5 MARZO

Cgil, Cisl e Uil di Puglia hanno proclamato per domani due ore di sciopero "per esprimere lo sdegno di tutti i lavoratori pugliesi e sollecitare il governo all'emanazione urgente del Testo unico per la sicurezza sui posti di lavoro, evitando che la fine prematura della legislatura faccia decadere i termini della delega". E' detto in una nota dei segretari generali regionali Mimmo Pantaleo (Cgil), Mary Rina (Cisl) e Aldo Pugliese (Uil).


"Nella guerra quotidiana del lavoro anche il bollettino - affermano i tre esponenti sindacali pugliesi - riporta cinque vittime innocenti". "Non possiamo - aggiungono - che stringerci intorno al dolore delle famiglie e gridare ancora una volta che di lavoro si deve vivere e non morire".

lunedì 3 marzo 2008

LA RESISTENZA sul Gazzettino di Brindisi






Il Gazzettino di Brindisi pubblica oggi un bel pezzo su LA RESISTENZA. Clicca sull'immagine per ingrandire!

domenica 2 marzo 2008

Sullo spreco del petrolio


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Da disinformazione.it




Sabina Morandi - Liberazione




Quando i nostri nipoti ci chiederanno cosa facevamo mentre il petrolio si stava esaurendo dovremo ammettere che eravamo impegnati a cercare i modi più fantasiosi per sprecarlo, dalla produzione di neve artificiale per i giochi invernali all’impiego dei camion leggeri - i famigerati Suv - per andare a fare la spesa. In pool position fra i comportamenti più demenziali spicca, senza dubbio, l’innamoramento planetario per l’acqua imbottigliata il cui consumo è salito del 57 per cento negli ultimi cinque anni. Una moda che piace ai governi perché li dispensa dal bonificare le forniture idriche - che restano appannaggio dei poveracci - operazione per la quale si spende infatti un settimo dei 100 miliardi di dollari buttati in acqua minerale. Cosa c’entra l’acqua con il petrolio lo spiega molto bene un rapporto dell’Earth Policy Institute di Washington nel quale, fra le altre cose, compaiono le prime stime del costo energetico dell’ubriacatura da minerale.
Viene fuori che l’acqua in bottiglia - nel 40 per cento dei casi semplice acqua di rubinetto con l’aggiunta di qualche sale minerale - rosicchia circa un milione e mezzo di barili di greggio ogni anno soltanto per produrre delle bottiglie di plastica che ci metteranno circa 1000 anni a biodegradarsi, quasi tutte utilizzate una sola volta. Ora, considerando che con un milione e mezzo di barili si mandano avanti 100 mila automobili per un anno, siamo nel campo di quegli inesplicabili comportamenti che spingono alcune specie come i lemming, piccoli roditori simili a criceti, a suicidarsi gettandosi in massa dalle scogliere. Non si spiega altrimenti una scelta demenziale da ogni punto di vista.
Secondo gli organismi internazionali che si occupano di salute l’acqua in bottiglia prodotta dai grandi marchi dell’imbottigliamento - Nestlè, Danone, Coca Cola e PepsiCo, tanto per non fare nomi - spesso non è affatto più salubre anche se costa la bellezza di diecimila volte di più di quella del rubinetto ed il suo consumo è decisamente inspiegabile in paesi come l’Italia, che dispongono di una riserva idrica di qualità eccellente. Il guaio è che la diffusione dell’acqua in bottiglia ha buon gioco in paesi come l’India e la Cina , dove la potabile è ancora un lusso che i governi non riescono a garantire. Il che, oltre al greggio impiegato per fabbricare le bottiglie, aggiunge un altro po’ di sprechi per il trasporto e infine lo stoccaggio di un’enorme quantità di rifiuti. La cosa divertente - si fa per dire - è che l’alternativa c’è da parecchio tempo e, almeno nei paesi industrializzati, può contare su di un sistema articolato e capillare - gli acquedotti - che presenta anche il vantaggio di essere facilmente monitorabile. In questo, come in altri numerosi casi, l’idolatrata modernizzazione va all’indietro, mentre un esercito di consumatori rincoglioniti da una valanga di spot buttano via i soldi con la benedizione dei decisori politici che guardano soltanto al Pil - quella dell’imbottigliamento è un’industria che tira - e, da più di trent’anni, confezionano normative che privilegiano le minerali rispetto alla vituperata “acqua del sindaco”.


Sabina Morandi


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