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mercoledì 19 dicembre 2007

A morte la pena di morte


Una vittoria per l'Italia.




Con 104 voti favorevoli, 54 contrari e 29 astenuti, l'Assemblea Generale dell'Onu ha approvato la risoluzione di moratoria universale contro la pena di morte. La votazione e' avvenuta dopo le dichiarazioni di voto contrarie di paesi come Antigua, Barbados, Singapore e Nigeria e quella favorevole del Messico. La risoluzione era stata gia' approvata lo scorso 15 novembre dalla Terza Commissione dell'Onu con 99 voti favorevoli, 52 contrari e 33 astenuti.


PRODI, ''GIORNATA STORICA, SALUTO VOTO CON INTENSA COMMOZIONE''. ''Saluto con intensa commozione il voto con cui oggi l'assemblea generale delle Nazioni Unite ha approvato la risoluzione che chiede a tutti gli stati membri di sospendere l'esecuzione della pena di morte''. Lo ha detto il presidente del Consiglio Romano Prodi che e' sceso in sala stampa a Palazzo Chigi poco dopo la notizia arrivata da New York. ''E' davvero una giornata storica e l'orgoglio dell'Italia e' aver promosso per prima la mozione''. ''L'Italia ha molto contribuito a diffondere pace e giustizia nel mondo'' ha detto ancora Prodi, ''il paese che ha promosso questa iniziativa che si e' presto trasformata in una grande coalizione internazionale per il diritto e la dignita' delle persone''. ''Voglio ringraziare il capo dello Stato - ha aggiunto Prodi - che ha sempre seguito con attenzione e sostegno la nostra azione, grazie anche al Parlamento, che con il suo voto unanime ha dato forza decisiva alla nostra scelta e grazie anche ai ministri D'Alema e Bonino per il loro grande lavoro, a tutti i membri del governo, alle associazioni e ai cittadini che si sono mobilitati in questi mesi''.


NAPOLITANO, UN SEGNALE STORICO. Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, appreso il risultato della votazione all'ONU sulla risoluzione per la moratoria sulla pena di morte, ha rilasciato la seguente dichiarazione: ''Desidero esprimere la mia profonda soddisfazione per l'approvazione, da parte dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, della Risoluzione per la moratoria della pena capitale nel mondo. E' uno storico segnale che l'organo piu' rappresentativo, per la sua universalita', delle Nazioni Unite lancia alla Comunita' Internazionale, richiedendo agli Stati di sospendere le esecuzioni capitali nella prospettiva dell'abolizione della pena di morte. La risoluzione, fortemente promossa dall'Italia e sostenuta dall'Unione Europea, e' stata presentata nell'ambito di una intesa a cui hanno aderito paesi di tutti i continenti. L'Unione Europea e' riuscita cosi' a coinvolgere un ampio gruppo di paesi, a testimonianza del vasto sostegno ai principi di valore universale che sono alla base dell'iniziativa. In questa difficile campagna il nostro Paese ha avuto un ruolo centrale. Per l'Italia la lotta contro la pena di morte e' uno dei temi prioritari nel campo dei diritti umani. Il successo di questa fondamentale azione - conclude il Capo dello Stato - e' dovuto all'impegno del Parlamento, del Governo, del Ministro degli Affari Esteri, della Rappresentanza d'Italia presso le Nazioni Unite nonche' della societa' civile italiana, che l'ha sostenuta in tutte le sue tappe. A tutti rivolgo il mio piu' vivo apprezzamento''.

1 commento:

Anonimo ha detto...

Io non riesco proprio a essere soddisfatta: intanto perchè la risoluzione dell'Assemblea Generale è, di per sè, un atto giuridicamente "debole", in quanto non ha efficacia vincolante se non quando riguarda questioni interne, tipo le decisioni sulla ripartizione delle spese dell'Organizzazione (diverso è il caso dei provvedimenti presi dal Consiglio di Sicurezza in materia di mantenimento della pace, che, per quanto nella sostanza spesso disattesi, sulla carta hanno un margine di obbligatorietà maggiore). E poi, perchè, quand'anche si trattasse di un atto coercitivo, il testo de quo è assolutamente "blando": l'intenzione è, cito testualmente dal testo, "rispettare gli standard internazionali che prevedono le garanzie che consentono la protezione dei diritti di chi è condannato a morte"; "limitarne progressivamente l’uso e ridurre il numero dei reati per i quali la pena di morte può essere comminata" e "stabilire una moratoria delle esecuzioni in vista dall’abolizione della pena di morte".
Che è come dire: rendiamo la morte più gradevole a quelli già condannati e cerchiamo di ritardare quanto più possibile il momento a quelli che sono in attesa, sperando che nel frattempo gli Stati si impietosiscano e rinuncino all'esecuzione della condanna. Non ci vedo un impegno pieno a rivedere le singole legislazioni, nè una presa di posizione dura nei confronti degli Stati che ancora la applicano. Probabilmente, vista nel suo complesso la situazione internazionale e considerato che l'accordo è stato firmato in casa di una delle nazioni che continua a fare largo uso di questa sanzione, di più non si poteva fare.
La cosa che mi fa sorridere è che il codice la chiami "pena": ma l'omicidio non può essere una pena, è un reato e basta.

Apture

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